L’azienda come villaggio? Si può fare, partendo dal rispetto

 “Io sono come sono e questo è quel che sono”.

Battuta tipica del personaggio fumettistico di Braccio di Ferro, questa frase riassume in realtà abbastanza bene come spesso ci sentiamo quando interagiamo con gli altri e il modo in cui lo esplicitiamo a parole. Sappiamo bene tutti quanto sia sia difficile, quando non ci sentiamo a nostro agio in un contesto relazionale, cambiare l’angolo di osservazione e fare lo sforzo di immaginare che il cambiamento possa nascere da noi prima di esigerlo negli altri. Sul luogo di lavoro, la cosa si fa ancora più pesante, perché alla difficoltà della relazione si sommano tutta una serie di ostacoli legati al contesto organizzativo, alla cultura aziendale e, banalmente, alla grande varietà di persone con cui ci troviamo a confrontarci giorno dopo giorno, sia verso l’interno che verso l’esterno dell’organizzazione stessa. Il disagio e il malessere che ne possono derivare finiscono troppe volte per minare non solo la nostra attività lavorativa, ma anche la nostra salute.

Da questa consapevolezza e dalla voglia di esplorare strumenti innovativi che possano dare un contributo significativo per migliorare il lavoro di gruppo all’interno delle organizzazioni, in un’ottica di rispetto e miglioramento continuo, nasce la conferenza dal titolo “BENESSERE ORGANIZZATIVO E CULTURA DEL RISPETTO: L’AZIENDA COME VILLAGGIO”, che l’Associazione APA Ansia Panico Agorafobia onlus di Pordenone, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Pordenone, il Centro Servizi Volontariato FVG, organizza il 25 gennaio prossimo a Pordenone.

The Village per il benessere organizzativo

Da dove viene il desiderio di affrontare il tema del benessere organizzativo dal punto di vista particolare della cultura del rispetto? Da una parte, l’espressione “benessere organizzativo” si riferisce alla condizione della singola persona che opera in un contesto organizzativo di qualunque tipologia o dimensione, al suo sentirsi bene nel ruolo che ricopre e nelle relazioni che instaura con i colleghi a tutti i livelli della gerarchia interna, ma anche con i clienti esterni con cui si trova a interfacciarsi un giorno dopo l’altro. C’è poi l’accezione più ampia di “benessere organizzativo”, inteso come tutto quell’insieme di fattori e di condizioni esterne che vengono promosse, determinate o favorite dall’organizzazione stessa per garantire il maggior livello possibile di benessere fisico, psicologico e sociale dei lavoratori.

The Village può rivelarsi uno strumento molto utile perché, essendo pensato per favorire lo sviluppo delle competenze all’interno delle comunità sociali e delle organizzazioni, focalizza l’attenzione sul duplice binario del lavoro individuale che ciascuno di noi, quando è inserito nel proprio contesto lavorativo, può fare per continuare a crescere e migliorare (in termini di efficacia professionale e di crescita personale) e su quello organizzativo più ampio, dove è importante lavorare sulle dinamiche dei gruppi, per capire come mettere in luce i passi possibili per uno sviluppo comune. È vero che tutti noi “siamo quel che siamo”, ma questo non ci deve impedire di lavorare sulle nostre competenze relazionali e su quelle del gruppo in cui operiamo per provare a trovare una modalità di lavoro comune che ci consenta di crescere insieme, in quanto gruppo.

Il rispetto è una pianta che va coltivata con cura e pazienza, proprio come fa l’Agricoltore (di cui abbiamo usato la Carta a corredo di questo post), che lavora il “terreno organizzativo” e lo prepara allo sviluppo delle relazioni.

Dove e quando

L’incontro avrà luogo presso la Sala Convegni della BCC in Via Mazzini n. 47/d a Pordenone, mercoledì 25 gennaio 2012 dalle 18.30 alle 20.15.

I relatori

Interverranno all’incontro il dott. Manolo Battistutta, formatore e consulente aziendale DOF Consulting di Trieste, il dott. Emanuele Ceschin, Responsabile Risorse Umane della Cooperativa Itaca di Pordenone, la dott.ssa Laura Prosdocimo, presidente dell’associazione A.P.A.

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